Il decennio che va dagli anni '80 agli anni '90 è ricco di impegni e di soddisfazioni.
Sull'onda dei brillanti risultati conseguiti ai vari concorsi internazionali, si intensifica l'attività concertistica in Italia e all'estero. L'onore di concludere, nel 1981, la stagione della Società dei Concerti di Trieste, testimonia il raggiungimento di una grande professionalità.
Il critico e musicista Claudio Gherbitz così annota: "...il coro ha trovato la via per esecuzioni omogenee ed equilibrate, una linea interpretativa nella quale si riconosce il paziente lavoro di affinamento operato da Tullio Riccobon, evitando di far esplodere i contrasti a favore di un fraseggio morbido e legato, rinunciando ai facili effetti per immergersi nel vivo dell'essenza musicale". Il coro si esibisce in Slovenia, Croazia, Austria, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Gran Bretagna, Manda, Grecia, Ungheria, Romania, Ucraina, Lettonia, Rep. Ceca, Stati Uniti d'America, Sud Africa e Australia.
Le voci dell'lllersberg risuonano nella famosa cattedrale di St. Patrick a New York, nelle chiese di Roma, Vienna, Budapest, Praga, Lubiana, Washington, Bruxelles, Atene, Sydney, Melbourne. Nel contempo raccoglie attestazioni di stima e riconoscimento da parte delle autorità locali. Viene ricevuto a più riprese dal Sindaco di Trieste, dal Presidente della Provincia e dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.
Viene conferita al Maestro Tullio Riccobon e al Presidente Bruno Dapretto l'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. 
Tutte queste attestazioni però non aiutano a risolvere l'annoso problema della sede sociale. Per un lungo periodo le prove si tengono a Opicina, nel complesso del Villaggio del Fanciullo, ma verso la fine del 1996, l'obbligo di rendere liberi gli ambienti mette il coro in una situazione drammatica, senza altra prospettiva se non quella di sospendere l'attività. La salvezza arriva dal "Puglia Club Trieste" che offre al coro ospitalità, nel senso più nobile della parola, nella propria sede sociale. Dopo il "Puglia Club" il complesso si trasferisce a Barcola, nella sala-teatro parrocchiale, e, in un secondo tempo, presso i Salesiani di Via dell'Istria. Grazie ad una convenzione con l'Autorità Portuale di Trieste il coro può in seguito usufruire di una sala situata entro l'area del Porto Vecchio. Dopo anni di precariato, è infine il Comune di Trieste a trovare la soluzione a questo problema: il Coro occupa un piano dell'ex Centro Civico di via dei Mille ed in seguito a dei lavori di restauro ne fa la sua Sede tanto agognata.
Nel corso degli anni '90 il coro affronta una riduzione dell'organico e l'inserimento di nuovi elementi, riuscendo però a mantenere inalterate le qualità stilistiche ed interpretative che lo contraddistinguono. Ne è conferma il 1° premio per la polifonia, ottenuto nel luglio 2000 al Concorso Internazionale "Music World" di Fivizzano. Nell'ultimo decennio l'attività si incentra soprattutto sui concerti all'estero. In evidenza quelli a Istanbul, Pecs, Atene, Barcellona, Lisbona, Brno, Sydney, Cefalonia, e - recentissimo - quello a Stoccolma, alla presenza dell'ambasciatore italiano in Svezia.
Liliana Bamboschek, giornalista, scrittrice e appassionata di canto corale, in un recente articolo così si esprime: "...e anche se gli anni passano, l'affetto del pubblico per questo complesso rimane immutato. Le sue voci sanno rendere le più intime sfumature poetiche con una fusione timbrica che è davvero eccezionale e rimane, nel tempo, una cifra stilistica inconfondibile". E il critico musicale Gianni Gori, già in occasione del ventennale del coro, ebbe a scrivere: "... il suo stile interpretativo affranca il canto corale da ogni approssimazione, da ogni effettismo popolaresco, da ogni ridondanza sonora, per puntare diritto alle ragioni della musica. E' un coro che onora Trieste e perciò va sostenuto, perché l'Illersberg non chiede che di tener desta la sua voglia di far musica nella fede delle tradizioni".